
“The Railroad’s Men” gruppo formatosi intorno ai primi anni ’70, con il nome riferito alla ferrovia nei cui pressi venne svolta l’attività musicale, in un locale che risulta azzardato definire “studio di registrazione”!

In realtà si tratta di una unione fra componenti di due gruppi musicali attivi in anni precedenti ed “antagonisti” fra loro. Gli EmptySouls e La strana compagnia delle anime sole di Clausius.
Ne deriva una formazione musicalmente eclettica. Il repertorio appare inaspettatamente variegato e spazia dal pop/rock, al blues, alle love songs, al classico, alla musica elettronica, concreta e funzionale.
Un gruppo con un limitatissimo budget economico e tecnico a disposizione e con un bagaglio di tecnica e nozioni musicali prevalentemente autodidatta, che fece comunque sfoggio di una notevole e prolifica fantasia creativa, tenendo anche in debito conto che all’epoca non esisteva una diffusione di “massa” di strumenti musicali ed elettronici, come accade invece al giorno d’oggi, per non parlare poi della possibilità di elaborazione dell’audio.
I Componenti del gruppo

Il fulcro centrale attorno al quale si svolse tutta l’attività musicale dei Railroad’s Men è rappresentato da Gualtiero Lemmi principale compositore, autore, esecutore e tecnico audio del gruppo. Nella composizione, nei testi e nell’esecuzione anche Stefano Martini esercitò un ruolo fondamentale. Insieme costituirono una coppia fortemente propulsiva nei confronti degli altri componenti.

Essi erano: Andrea Sereni (co-autore, compositore, esecutore) che ebbe un ruolo primario nell’arrangiamento dei brani e nella costruzione di alcuni apparecchi elettronici, tra cui un Synth, utilizzati nelle registrazioni; Paolo Peruzzi (co-autore, compositore, esecutore) anch’egli ideatore di strumentazioni elettroniche e Valerio Amati (co-autore, compositore, esecutore) che aveva intrapreso lo studio della chitarra classica. Fra l’entourage del gruppo anche Emilio Lazzerini e Gianni Mattioli, in veste di esecutori (percussioni ed effetti sonori vari), fecero sporadiche apparizioni.
Discografia
Vi proponiamo un brano inedito, suonato da Gualtiero Lemmi (chitarra solista e batteria) con Stefano Martini (chitarra ritmica e voce) e Paolo Peruzzi (basso).

Nel 2009 è stato pubblicato un CD intitolato “A Bottle of Water” contenente una selezione di brani composti dai Railroad’s Men che non esaurisce il loro repertorio ma che ha il merito di evidenziarne le peculiarità sia creative che musicali e le sonorità analogiche, tipiche di quegli anni, ricreate spesso ricorrendo a soluzioni di ingegno e fantasia. Una versione leggermente diversa è rimasta disponibile anche in Internet sulle principali piattaforme digitali. Successivamente ritirata è ora disponibile per lo streaming audio in alta qualità al seguente indirizzo.
Dal 13 Novembre 2020 è inoltre disponibile il secondo album di questo gruppo “The Railroad’s Men 1970′ Collection“. I brani di entrambi gli albums sono stati composti ed eseguiti principalmente negli anni ’70 e questi giovani (all’epoca), piccoli precursori dell’Home Recording, pur con i loro limiti, sfoggiano un repertorio vario ed inaspettato.
Il secondo album ripropone principalmente delle cover sia tradizionali che jazz, mentre nel primo il repertorio spazia dal rock-pop, al blues, alle love songs, arrivando fino alla musica classica, elettronica, concreta quasi funzionale. Tutti i brani di questo secondo album sono strumentali, tranne il blues live di traccia 4.
Suite of Dreamers
Infine, un terzo album, “Suite of Dreamers“, che è stato pubblicato online l’11 dicembre 2020. Successivamente ritirato è disponibile per lo streaming audio in alta qualità al seguente indirizzo. I brani proposti sono fine anni ’70, primi ’80, composti principalmente da Gualtiero Lemmi, soprannominato Walter, con l’aiuto di alcuni membri del gruppo e con l’utilizzo di sovra-incisioni.
Veniamo ai singoli brani. “Suite for Dreamers” (1979-1980) è una composizione d’atmosfera in 4 parti. “Roana Village” (1983) è un pezzo musicalmente descrittivo che evidenzia la poesia scritta e recitata da AnnaLisa Alderighi, dedicata al villaggio di Roana (Asiago). “Liza” (1982) è un brano melodico suonato interamente da Walter. “Antico Cantore” (1987) è un brano meditativo il cui testo, simile ad una poesia, è scritto da Michele Montagnini. Le altre due canzoni sono strumentali, registrate alla fine degli anni ’70; “Nightmare and Joy” e “Tribute to Andrew”. Maggiori info nell’articolo specifico.
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